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La nuova frontiera del Social: la messaggistica istantanea in Italia è usata da più della metà degli internauti

Cresce l’utilizzo di Instant Messaging (IM): le persone apprezzano le funzionalità di comunicazione e condivisione delle piattaforme chiuse, per le proprie cerchie di famigliari, amici e conoscenti

 

Comunicato Stampa

 

6 Ottobre 2015 – La popolarità degli IM è cresciuta negli ultimi anni, con 6 punti percentuali di crescita nell’utilizzo quotidiano rispetto allo scorso anno, dal momento che un numero sempre maggiore di utenti opta per piattaforme chiuse, come WhatsApp, Facebook Messenger o Viber.

Più di metà degli utenti internet italiani (52%) usano la messaggistica istantanea ogni giorno, mentre il 71% ne fa uso su base settimanale, secondo Connected Life, uno studio su più di 60.000 utenti internet a livello mondiale, effettuato annualmente da TNS, istituto di ricerca leader nel mondo.

E le piattaforme Social? Subiscono l’aggressività della messaggistica istantanea? In realtà, pur avendo già raggiunto una penetrazione nell’uso quotidiano del 66%, stanno comunque ancora crescendo in popolarità (+ 2 punti percentuali rispetto allo scorso anno).

L’Instant Messaging è particolarmente forte nei paesi emergenti, i cosiddetti Paesi “mobile-first”, Paesi con utilizzo giornaliero a crescite anche più elevate, come la Cina (69%), il Brasile (73%), la Malesia (77%) e il Sud Africa (64%). Per contro, alcuni Paesi Maturi sono decisamente più indietro, come il Regno Unito (39%) e gli Stati Uniti (35%).

Facebook ha mantenuto la sua posizione come piattaforma Social preferita nel mondo. Circa un terzo degli utenti internet a livello globale dice di usare questa piattaforma giornalmente. In Italia, siamo al 68% ! WeChat invece domina il mercato in Cina, con il 69% degli intervistati che dichiarano di usarlo ogni giorno.

Mentre la popolarità dell’ IM cresce, le piattaforme Social tradizionali comunque mantengono elevati livelli di penetrazione, offrendo ai contenuti l’opportunità di diffondersi “viralmente” ad alta velocità. La sfida, per le marche è quella di crearne di interessanti e piacevoli da condividere per i Consumatori, stimolando la conversazione sul Brand ed il coinvolgimento.

Le piattaforme più nuove attraggono ancora reach più limitate, d’altro canto presentano elevati livelli di attività. Il 54% degli utenti italiani di Instagram ed il 61% di quelli di Snapchat dicono che guardano contenuti brandizzati su queste piattaforme ogni settimana: dati interessanti per i Brand che devono scegliere le piattaforme su cui agire.

Federico Capeci, Chief Digital Officer & CEO Italia, TNS, ha commentato: “Le App come WhatsApp, Snapchat, WeChat raccolgono ogni giorno nuovi utenti e soprattutto giovani consumatori che vogliono condividere esperienze con i propri network e le proprie cerchie di amici, piuttosto che usare piattaforme pubbliche mainstream come Facebook o Twitter. Con l’aumento della frammentazione, i Brand devono allargare le loro attività di comunicazione valutando anche le piattaforme emergenti.”

L’esigenza crescente di approcci di comunicazione basati sulla condivisione dei “contenuti” nei diversi canali dall’Instant Messaging, al Social ma anche alla comunicazione tradizionale, non è mai stata così chiara.

“Eppure, allo stesso tempo - ha aggiunto Capeci - le marche devono essere molto attente. Le piattaforme di IM sono piattaforme chiuse, dove si può condividere contenuto solo su base di volontarietà, con caratteristiche specifiche: dimensioni veramente limitate e contenuti rilevanti per i destinatari. Starbucks recentemente ha effettuato una campagna promozionale interessante via WeChat, con cui ha offerto la sveglia mattutina ed una colazione a prezzo promozionato (50% di sconto) se l’arrivo nel punto vendita avveniva entro un’ora (dalla sveglia). Questo è un brillante esempio di “premio” rilevante per creare buzz positivo e costruire fedeltà.

Non è l’unico: molti sono i Brand che hanno già promosso i loro prodotti e servizi nelle piattaforme chiuse. Bisogna saper attivare i Consumatori con iniziative triggering, guadagnarne la fiducia e non “superare” il limite: aver dato il proprio cellulare per essere inseriti in una promozione WhatsApp non significa aver dato disponibilità a ricevere sms promozionali. Cambia il modo di comunicare, passando da un’ottica broadcast ad una peer-to-peer, cambia la modalità di ingaggio ed anche le regole di coinvolgimento della target audience. Il rispetto è sicuramente una di queste”.

Altri studi di TNS hanno mostrato che anche se gli utenti di IM sono sospettosi nei confronti di Brand che li interrompono spesso, sono decisamente più preoccupati che i contenuti che vengono condivisi possano avere impatto sulla loro immagine. La disponibilità di contenuti interessanti è dunque sempre più una modalità anche di valorizzazione di se stessi.

TNS - Federico Capeci

Federico Capeci, ha aggiunto: “Un tempo la TV era la sfida più grande per i pubblicitari: riuscire ad attrarre l’attenzione di grandi audience che la guardavano, era l’obiettivo di Brand Strategy più rilevante. Oggi, la vera sfida è come farlo coinvolgendo il target adeguato. Spostarsi da un modello broadcast di comunicazione, verso uno focalizzato sulla “creazione di contenuti” è ormai necessario, così come offrire all’audience occasioni di conversazione e condivisione sulle diverse piattaforme disponibili, coinvolgendo il target più potenziale per il raggiungimento dell’obiettivo del Brand.”

 

Per maggiori informazioni, contattate Gabriella Bergaglio - Marketing Manager TNS