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Turismo: cresce nonostante la crisi

In Italia, solo il 10% ha già deciso che non andrà in vacanza quest’estate.

Riusciremo come sistema-paese a cogliere l’opportunità?


COMUNICATO STAMPA


Milano, 28 Maggio 2014. Tempi difficili per la nostra economia, ma qualche spiraglio si intravede. In ambito turistico, gli andamenti del 2013 si sono confermati positivi e gli Italiani, che, a metà Maggio, hanno già deciso che non andranno in ferie, sono solo il 10%. Queste alcune considerazioni sugli andamenti turistici in Europa, rilasciate oggi da TNS, sulla base dei recenti dati “Eurobarometro”, rilevati per la Commissione Europea in 28 Paesi dell’Unione e di uno studio effettuato in collaborazione con LightSpeed Research a metà Maggio. Ma quali sono gli andamenti del settore? Le fonti ufficiali più autorevoli (cfr. UNWTO Tourism Barometer) mostrano a livello globale dati positivi per il 2013, anche oltre le aspettative. In questo scenario l’Europa è l’area di accoglienza per la maggior parte degli arrivi e non sorprende certo scoprire che i mercati di provenienza maggiormente in crescita siano Russia e Cina.

Anche per il 2014 le prospettive sono positive. Quali novità e trend ci si potrà aspettare? Ecco quelli principali: - Crescita della domanda di viaggi all’estero nei paesi in crescita: BRICS davanti a tutti gli altri - Gli Europei, a fronte di una stabilità o leggera crescita economica, cercheranno di fare più viaggi, ma brevi e meno costosi - Aumento dei cosiddetti “luxory travels”, viaggi dedicati esclusivamente allo shopping di fascia alta, con veri e propri shopping hotels in crescita nel Medio Oriente - La caduta dei prezzi dei trasporti andrà a favore di una maggiore tenuta dei prezzi per quanto riguarda le accommodation - Aumenterà sempre di più il ruolo di internet e i social media - Maggiore orientamento degli Americani a trascorrere le vacanze nel proprio continente (staycations)

Come è dunque andato il 2013? I dati di TNS Opinion, raccolti nell’ambito del più ampio progetto di indagini che va sotto il nome di “Eurobarometro” (Fonte: Flash Eurobarometer 392/2014 e 370/2013*), realizzato all’inizio del 2014, ci offrono una fotografia aggiornata della situazione, ma anche un confronto con gli stessi indicatori raccolti nei primi mesi dello scorso anno.

Dalla lettura complessiva, si vede che il 70% degli Europei ha fatto almeno un viaggio con una notte trascorsa fuori casa nel 2013, registrando un calo di 2 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Tra i 10 Paesi con maggiore incidenza di viaggiatori, solo Austria e Danimarca mostrano un aumento, mentre il Paese con il più forte calo è la Francia.

Non sempre l’aumento o la diminuzione dei viaggiatori è coerente con la situazione economica dei diversi Paesi: i popoli mediterranei, anche quelli più colpiti dalla crisi e dalla disoccupazione, hanno il viaggio (o forse meglio la vacanza) nel loro DNA, un vero e proprio fattore “culturale” che contribuisce alla tenuta del settore anche in questi Paesi. Italia e Spagna in questo senso, a cui si aggiunge anche la Francia, sono i Paesi dove peraltro prevalgono le vacanze domestiche, mentre per Inglesi e Tedeschi gioco forza la vacanza viene fatta soprattutto all’estero. Gli Inglesi sono anche quelli con la quota più rilevante di vacanze extra-europee (circa il 30%).

Quasi un Europeo su due ha fatto almeno un viaggio della durata fino a 3 giorni, e poco più della metà, di durata compresa tra i 4 e 13 giorni. Meno del 30% ha fatto nel 2013 una vacanza di almeno 14 giorni. Oltre la metà dei viaggiatori ha fatto almeno una delle sue vacanze nella casa vacanza di proprietà sua o degli amici / familiari, ma circa due terzi degli Europei hanno fatto almeno una vacanza durante la quale hanno pagato l’alloggio. I Tedeschi e gli Inglesi sono più propensi ad alloggiare in grandi strutture, mentre i Francesi preferiscono le strutture più piccole.

Un segnale interessante, anche se apparentemente in contraddizione, emerge quando si vanno ad analizzare i motivi che hanno spinto ad andare in vacanza nel 2013 – confrontati a quelli del 2012. Quel che emerge è un aumento delle ragioni alla base della scelta effettuata, che in una situazione di contrazione del numero di vacanze o della loro durata si può leggere come un tentativo di “riempire” il viaggio di più significati, di arricchirlo in termini di motivazioni: non solo spiaggia e sole, visita ai parenti e agli amici, ma anche cultura, natura, sport, relax e benessere.

In termini di destinazioni, i Paesi che hanno aumentato la loro capacità attrattiva nel 2013 rispetto al 2012, considerando tutte le provenienze dai 28 Paesi UE, sono stati la Spagna, la Francia, l’Italia, la Germania e l’Austria.

Un segmento particolare all’interno del settore turistico, che è in crescita ormai da oltre 20 anni a livello globale, è quello crocieristico. Un mercato in cui fino a 10 anni fa quasi il 70% dei passeggeri era nordamericano. Oggi la quota di Europei è cresciuta fino a rappresentare circa il 30% e diventa sempre più rilevante anche la quota di passeggeri provenienti dalle altre parti del mondo (circa 15% del totale).

L’Italia in questo settore gioca un ruolo importante da molti punti di vista, tra cui: - la collocazione geografica che la rende uno dei punti di partenza e di passaggio di un bacino di navigazione rilevante nell’ambito del mercato crocieristico, il Mediterraneo; - la forte attrattività di questo tipo di offerta presso il pubblico, che la prende sempre più in considerazione tra le possibili opzioni di vacanza (insieme agli Spagnoli, agli Inglesi e ai Tedeschi)

Ma in Italia cosa succederà nella stagione estiva ormai alle porte? “Solo una piccola quota al momento è sicura di non fare vacanze quest’estate: poco più del 10% degli intervistati - spiega Walter Caccia, Account Manager TNS Italia. “Da un recente studio realizzato da TNS a metà Maggio* - continua Caccia - emerge peraltro che è altrettanto bassa la quota di coloro che hanno già prenotato (meno del 20%). Escludendo quelli che andranno in vacanza senza bisogno di alcuna prenotazione (casa vacanza propria o di amici), c’è ancora grande indecisione da parte di oltre la metà degli Italiani”.

Di questo bacino, un 30% circa intende andare in vacanza ma non ha ancora prenotato, e un altro 25% sta ancora valutando se farà o meno la vacanza. Questo grosso segmento di indecisi si divide in parti più o meno uguali fra quelli che intendono organizzarsi autonomamente (tramite internet) e quelli che invece sceglieranno una vacanza già organizzata: il villaggio, il viaggio proposto dalle agenzie/tour operator o la crociera.

“Sarà interessante capire se, e in che misura – conclude Walter Caccia - i player del settore riusciranno a trovarsi nel posto giusto (e in questo senso sarà internet l’arena) con l’offerta giusta, per intercettare i bisogni di questo segmento sempre più rilevante nel mercato Italiano”.

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Contatti: Gabriella Bergaglio – Marketing Manager TNS Italia

Tel. +39.334.60.91.720 - @:gabriella.bergaglio@tnsglobal.com

 

Note per la stampa:

Dati Flash Eurobarometer Il Flash Eurobarometero è uno studio commissionato dal Direttorato Generale della Commissione Europea per l’Industria e l’Impresa a TNS Political & Social in 28 Paesi, membri dell’Unione Europea nelle loro lingue madri.

Flash Eu 392/2014: Campione: n.31.122 rispondenti rappresentativi della popolazione nazionale con più di 15 anni intervistati telefonicamente (su linea fissa e mobile) fra il 6 ed il 10 Gennaio 2014, nei 28 Paesi membri. Approfondimenti metodologici al link

Flash EU 370/2013: Campione: n.30.628 rispondenti rappresentativi della popolazione nazionale con più di 15 anni intervistati telefonicamente (su linea fissa e mobile) fra il 24 ed il 30 Gennaio 2013 nei 26 Paesi membri. Approfondimenti metodologici al link

*Fonte: TNS /LightSpeed Research – Summer Holidays, Maggio 2014 – E’ stato intervistato online un campione di n. 1001 rispondenti, 18-64 anni, rappresentativo della popolazione italiana online. Indagine effettuata il 16-18 Maggio 2014. Documento Completo disponibile sul sito AGCOM.

 

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