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Workshop Cx Factory: Do the Japanese do it better?

Workshop Cx Factory TNS Do the Japanese do it better?

Chi è stato in Giappone racconta che laggiù la qualità del servizio è eccellente, e che è stato trattato bene da quasi tutti, non solo dalle persone di cui erano clienti.

Vediamo con Kazuo Inumaru, conoscitore del Giappone e dell’Italia come e perché.

Tre sono i concetti che ci guideranno nel nostro ideale viaggio in Giappone (a cui potrebbe seguire un viaggio reale):

- Uno, omotenashi, che vuole dire trattare l’altro mettendosi nei suoi panni, intuendo i suoi desideri se possibile prima ancora che l’altro ne sia consapevole. Omotenashi significa letteralmente “senza facciata”, ovvero “senza differenza tra il comportamento del personale verso il cliente e l’atteggiamento vero”.

- Due, mottainai, spreco in tutti i sensi, incluso se stessi e altri esseri umani in rapporto a sé o a un altro, ovvero il sentimento di dispiacere per uno spreco, una mancata occasione di valorizzazione di una possibilità.

- Tre, scarsità. Il concetto di scarsità entra nel vocabolario dei manager grazie anche alla crisi attuale, e mentre la parola hindi Jugaad indica “improvvisazione” nata dall’intelligenzia e dalla scarsità, esploreremo il concetto di “tunnel” imposto dalla scarsità alla nostra mente. Una forma di scarsità è quella della fiducia in noi stessi, nella nostra stessa forza.

Cercheremo di riflettere su come trarre vantaggio creativo anche dalla vulnerabilità che è sempre presente. Le aziende possono giocare sulle permutazioni possibili di questi concetti per creare standard di servizio e di percezione distintivi. Il valore per il cliente deve essere sempre altissimo.

 

La sessione sarà interattiva ed effettueremo dei brainstorming per migliorare il servizio (o il prodotto) di aziende reali o fittizie.


I posti sono limitati. La partecipazione è a pagamento.

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Data di pubblicazione: 02/05/2015