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Auto connessa: driver di cambiamento per l’esperienza dei #movers

- Un’esperienza di mobilità in forte evoluzione, che vede il veicolo oggetto di innovazione dirompente in termini di miglioramenti ingegneristici, sicurezza, modelli di fruizione in condivisione o noleggi a medio/lungo termine

- L’auto non è più solo un mero veicolo, ma una piattaforma, un ecosistema in relazione a diversi altri, tecnologia, infrastrutture (veicoli, reti di ricarica, segnaletica, ristoro, etc), entertainment (dai Social Media al video, all’eCommerce, passando per i comandi vocali), nodi di interscambio

Com. Stampa Milano, 22/11/2018 – La mobilità evolve, spinta dalle innovazioni tecnologiche che si legano e si strutturano grazie alla connettività. E con essa, cambia l’”esperienza di mobilità”, non più solo legata alla vettura come mezzo di trasporto, ma come veicolo di servizi, ecosistema che vede coinvolti, tecnologia, infrastrutture (veicoli, reti di ricarica, segnaletica, ristoro, etc), soluzioni per la mobilità on demand, persone.

Se ne è parlato oggi a Roma al convegno “IOThings” nella Tavola Rotonda che ha focalizzato il dibattito su come la digital transformation stia rivoluzionando la mobilità. Motore del cambiamento, l’auto connessa ha aperto un nuovo mondo, che vede al centro le persone, automobilisti e passeggeri. L’impatto della tecnologia, la sensibilità ambientale, il bisogno crescente di sicurezza, così come quello di entertainment, hanno stravolto l’esperienza della mobilità, sotto diversi punti di vista.

“L’innovazione ha portato grandi cambiamenti – ha commentato Andrea Galimberti, Head of Mobility – Kantar, Insights Division: connettività, giuda autonoma, auto elettriche, car sharing mostrano come da un lato, la tecnologia stia avendo impatto dirompente in questo settore, ma, dall’altro, i cittadini non abbiano ancora assimilato (ed apprezzato) appieno i benefici dell’innovazione. Nuove forme di fruizione sono emerse anche grazie alla connettività e come risposte a bisogni emergenti per esempio sostenibilità, difficoltà di gestione dell’auto nelle megalopoli, etc. Nei prossimi anni arriveranno sul mercato diverse soluzioni che potranno far evolvere ulteriormente la scelta e l’utilizzo dei veicoli ma il percorso è ancora lungo, attualmente nel mercato ci sono diversi brand che hanno e stanno introducendo sui loro veicoli soluzioni sempre più connesse, sicure e sistemi di guida autonoma”.

Un veloce sguardo ad alcuni Paesi chiave (Cina vs Nord America vs Europa) su alcuni temi caldi (CASE – Connected – Autonomous – Shared – Electric Car) attraverso lo studio Connected Cars* (condotto da Kantar su 8.500 driver in 13 Paesi nel mondo) evidenzia un dato particolarmente interessante ovvero come l’attitudine al nuovo contesto sia ancora molto diversa ma apra a scenari di contaminazione fra mercati e culture per lo sviluppo di opportunità di arricchimento dell’esperienza di mobilità. Se in Cina l’auto connessa sembra essere un must per il 75% del campione, l’Italia con il 60%, ne evidenzia una rilevanza inferiore, in coda Europa (53%) e Nord America (51%).

Auto_connesse

I sistemi di assistenza alla guida sono trasversalmente "in uso e interessanti": più della metà delle persone coinvolte nello studio ha ascoltato e si è interessata o già dispone di automobili con funzioni che rendono la guida più facile e sicura. Il tema oltre ad essere rilevante in sé, si amplifica quando si relaziona e interseca con il tema della sicurezza, che si conferma uno degli elementi più importanti di scelta da parte del driver. Se la guida autonoma non riscuote ancora molta attenzione, se non in Cina (75%), d’altro canto alcuni gruppi evidenziano maggior interesse: i driver di auto con più di 45 anni ed i driver di marchi premium sono più ricettivi alle possibilità di auto-guida di un'auto.

Altro tema rilevante, il car sharing, "d’interesse" in Cina (68%), dove una rapida crescita dei centri urbani richiede nuove forme di mobilità. Decisamente indifferente nel Nord America (8%), con l’Europa (21%) e l’Italia (35%) che risulta essere una dei mercati più interessati nel vecchio continente. Il traino al modello della condivisione è dato dai giovani, che hanno maggior interesse e attitudine alla condivisione, mentre diminuisce costantemente con l'età.

Car_sharing

l tema dell’inquinamento dell’aria e più in generale della sostenibilità contribuisce poi a tenere alto in Cina anche l'interesse per i veicoli elettrici o ibridi (79%) dove troviamo un numero relativamente elevato di veicoli ibridi e con quote in rapida crescita di automobili elettriche complete, rispetto al Nord America (29%), l’Italia (67%) e l'Europa (53%).

Ma la trasformazione tecnologica non sta solo impattando sulle tipologie di motori (benzina, elettrico, ibrido), sulla sicurezza o sulla guida autonoma, ha dato vita a nuovi modelli di fruizione (sharing economy) così come alla possibilità di intendere il veicolo come un ecosistema complesso, in relazione con infrastrutture e piattaforme di entertainment, social media, ecommerce… insomma, un mondo di servizi che attraverso la rete (e sempre più con i comandi vocali) possono essere fruiti in mobilità, arricchendo l’esperienza.

Come si stanno attivando i player coinvolti da questa trasformazione digitale? Devono pensare all’ esperienza del mover – ha commentato Valeria De Silvestro, Customer Experience Officer, Kantar – Insights Division – che ha moderato la Tavola Rotonda focalizzata sull’evoluzione e sull’esperienza di mobilità. Non ci si può più fermare soltanto sulla realtà del mezzo di trasporto/servizio, ma si è sempre più spinti a ragionare in ottica olistica, pensando a tutto l’ecosistema”.

“Le industry si stanno contaminando – ha proseguito De Silvestro - stringono partnership, cambiano pelle, per esempio Blablacar ha fatto un’offerta per acquistare Ouibus in Francia con l’intenzione di diventare un punto di riferimento nella mobilità di medio e corto raggio, integrando il carpooling che quest’anno ha avuto un incremento del 40% di utenti coinvolti**, SNFC a sua volta investe su Blablacar, Ford compra una start up ed entra nel business dei monopattini elettrici etc.”

La tecnologia si diffonde e (ri)struttura le industry, ma il fulcro del cambiamento resta l’individuo, il fruitore d’esperienza, il mover, il passeggero, che deve poterla utilizzare in modo facile, intuitivo, diretto. Tutto parte e partirà di qui, nel percorso di diffusione. L’interesse è presente, come abbiamo visto, ma se la tecnologia non saprà essere “amica”, facile da usare, intuitiva sarà necessario un percorso concertato di informazione, per una più ampia conoscenza dei benefici che l’innovazione può portare ai cittadini per la loro mobilità, agli automobilisti per la loro sicurezza, ai mover per la loro esperienza in auto/moto/bici. Tutti gli operatori devono dunque agire in modo sinergico per generare conoscenza e cultura. In alcuni Paesi (come ad esempio la Cina), il cittadino è già molto evoluto in quest’ambito, in altri come l’Europa e l’America sembra ci sia ancora molto da fare per evidenziare i benefici che la tecnologia e l’innovazione possono portare alla mobilità.

 

Fonti:

Connected Car è lo studio di Kantar TNS che analizza le attitudini nei confronti dei temi legati al CASE (Connettività, Guida autonoma, Mobilità Condivisa e Auto Elettriche) ed approfondisce la percezione delle funzionalità legate all’auto connessa. Presenti 67 differenti produttori d’auto, nessuno è stato escluso. E’ stato effettuato online su 8500 possessori di auto in 13 Paesi: in Nord America (USA e Canada), Cina, Europa (UK, Spagna, Francia, Germania, Olanda, Italia Paesi Nordici (Svezia, Danimarca, Finalndia, Norvegia) fra il 6 luglio ed il 27 agosto, 2017.

** https://blog.blablacar.it/newsroom/comunicati-stampa/blablacar-presenta-...