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Italiani interessati a IOT e digitalizzazione dei servizi ma emergono barriere sulla gestione dei dati personali

 

Comun. stampa

Milano, 12 aprile 2018 

Il mondo connesso e lo sviluppo dell’IOT pongono il tema della “fiducia” nella relazione con i brand e con le istituzioni. Ne ha parlato Andrea Corti, Client Partner Tech, Comms, Utilities – Kantar, Insights Division, intervenendo al Summit Chief IoT Officer, ospitato ieri in IoThings Milan, l’evento totalmente dedicato all’Iot e alla Digital Transformation of Things.

Andrea Corti - Kantar, Insights DivisionL’Italia è un paese sempre più connesso: passiamo quasi 5 ore al giorno sui device, ne possediamo in media 3 a testa e soprattutto li usiamo in contemporanea in almeno un quarto dei casi, secondo i risultati di Connected Life*, lo studio globale di Kantar TNS.

“La connessione è dunque parte integrante della nostra vita: il 14% della popolazione connessa possiede ed utilizza i nuovi device wearable ed una percentuale molto simile usa il proprio Smartphone per monitorare il proprio stato di salute – ha commentato Andrea Corti, Kantar.

“Sul tema Internet of Things, almeno a livello di dichiarato, emergono livelli di interesse molto elevati per la connessione in rete degli elettrodomestici ed anche per la possibilità di comandare vocalmente il televisore o le luci di casa. Il controllo vocale sembra sviluppare una forte soddisfazione per chi lo utilizza concretamente, tanto che si arriva a “voler bene” al proprio voice assistant e a desiderare che diventi una persona reale.”

Il futuro della domotica, dunque è già oggi e l’innovazione del voice command sembra coinvolgere sempre più utenti, sostenuta da una sorta di legame emotivo umanizzante. La tecnologia viene percepita spesso come una barriera, ma se si riesce ad attivare la prova, il coinvolgimento emotivo che si crea permette di accettare la relazione con la “macchina”.
Anche per quanto riguarda la digitalizzazione e la robotizzazione dei servizi al Cliente, si nota una più che discreta apertura, dato che il 62% degli intervistati si dice a proprio agio nell’interagire con sistemi automatizzati per i servizi di sportello più comuni e il 34% è aperto a modelli di customer care esclusivamente online. Una parte della popolazione è dunque disposta a rinunciare ad un contatto umano, ovviamente a fronte di un servizio di qualità.

Dove stanno allora le barriere? Si concentrano sul tema della fiducia e della gestione dei propri dati, che in alcuni casi costituiscono resistenze tanto forti da smorzare l’entusiasmo per i vantaggi offerti dalla digitalizzazione.
Ad esempio, il 57% della popolazione connessa è preoccupato dalla quantità di dati a disposizione delle aziende, e addirittura il 48% dei consumatori in Italia (contro il il 43% nel mondo) si oppone a dispositivi connessi che controllano le loro attività, anche se ciò rende più facile la loro vita!

Spostandoci sul tema delle auto connesse, troviamo una situazione piuttosto differente. Qui il problema non è tanto di fiducia, anche se è interessante il fatto che si attribuisce più credibilità ai brand automobilistici rispetto a quelli più prettamente tecnologici**.

Il vero tema è la conoscenza dei vantaggi dell’auto connessa: ad oggi la connettività pesa solo per l’11% nei driver di scelta di un’auto e in molti casi manca perfino la consapevolezza di possedere un’auto connessa! Temi più squisitamente commerciali che richiederanno azioni di marketing focalizzate da parte delle case automobilistiche, per comunicare i benefit delle diverse funzionalità delle auto connesse, valorizzando così gli investimenti effettuati.

Come superare queste barriere? “Costruire #fiducia nel Brand e offrire uno scambio “fair” al consumatore/cliente è la via più concreta per rinnovare la relazione, che poi come sempre, si attiva gradatamente: essere pazienti aiuta a costruire credibilità, step by step. Tra l’altro, bisogna prima comprendere cosa è percepito come “fair” dal consumatore stesso (percezione a volte differente in categorie merceologiche diverse) e magari, perché no, offrire un reward anche “personalizzato”. Inoltre, le aziende devono imparare ad essere più “trasparenti”. A comunicare il fine per cui si richiede l’autorizzazione alla gestione dei dati e a rispettare le autorizzazioni. Purtroppo alcuni casi poco onesti hanno minato la reputazione a livello generale, generando diffidenza come sentiment diffuso, sostenuto anche dai recenti accadimenti che hanno coinvolto Facebook" ha concluso Andrea Corti.

 

Note per la stampa

Fonti:

*Connected Life è lo studio globale di KANTAR TNS che analizza le abitudini e i comportamenti di 70.000 utenti regolari di internet fra i 16 ed i 65 anni, di 56 paesi nel mondo. Con l’obiettivo di guidare le grandi sfide per gli specialisti del marketing, evidenzia come la connettività cambi il comportamento delle persone. Lo studio viene svolto osservando approfonditamente i consumatori e le connessioni esistenti tra loro, fornendo la guida strategica necessaria per coinvolgere e influenzare le persone che contano per il processo di crescita dei brand. I contenuti dello studio comprendono, fra l’altro: consumi media, infrastruttura tecnologica e device, attività digitali, La ricerca è stata effettuata online tra Maggio e Agosto 2017 – field Italia 20 giugno 2017 - 5 luglio 2017. Sono state anche condotte oltre 100 interviste in profondità in 12 Paesi nel mondo. Fra i contenuti analizzati: fruizione media, device posseduti, attività digitali, acquisto (on - offline), touchpoint di brand engagement, driver di eCommerce, deep dive nei social network ed attitudine verso brand e tecnologia.

 

 ** Connected Car è lo studio di Kantar TNS analizza le attitudini nei confronti dei temi legati al CASE (Connettività, Guida autonoma, Mobilità Condivisa e Auto Elettriche) ed approfondisce la percezione delle funzionalità legate all’auto connessa. Presenti 67 differenti produttori d’auto, nessuno è stato escluso. E’ stato effettuato online da Kantar TNS in Nord America (USA e Canada), Cina, Europa (UK, Spagna, Francia, Germania, Olanda, Italia Paesi Nordici (Svezia, Danimarca, Finalndia, Norvegia) fra il 6 luglio ed il 27 agosto, 2017. L’indagine Connected Car è allineata a Connected Life 2017, lo studio di Kantar TNS che risponde alla domanda: come possono le aziende costruire e mantenere la fiducia in un mondo connesso in veloce cambiamento?